Questi frammenti tratti dalle lettere di S. Paolo, indicano con estrema chiarezza, come il canto fosse presente all'interno delle prime assemblee cristiane.
E' lecito supporre che queste forme musicali si siano formate sul modello delle comunità sinagogali; e questo punto di partenza è unanimemente riconosciuto dagli storici che individuano numerosissime attinenze e similitudini tra il canto e la liturgia della Sinagoga, con il canto e la liturgia del nascente culto cristiano.
Le prime forme musicali adottate dal nuovo culto (recitativi, letture, salmodia) sono testimoniate nel III-IV secolo dai Padri della Chiesa, cronologicamente è questo il momento in cui il rito cristiano assume caratteristiche proprie, e la musica per la liturgia inizia il suo sviluppo arrivando all'interno di un periodo compreso tra il IX-XI secolo, considerato come l'apice di questa evoluzione, dove il materiale musicale si presenta ampliamente documentato nei numerosi codici di differenti famiglie paleografiche.
La fase successiva è una lenta ma graduale involuzione del canto liturgico; forzatamente viene collocato all'interno di rigide formule teoriche, parallelamente l'interesse musicale e compositivo si dirigono verso nuove forme, non ultima la ormai nascente letteratura polivoca.
A partire dal XVI secolo, con l'intento di recuperare pienamente questo patrimonio musicale, si comincia una profonda revisione delle antiche melodie, con il risultato di un ulteriore allontanamento dal punto di partenza.
Tre secoli dopo, ormai vicini ad un'estinzione di questa tradizione musicale, l'avvicinamento e lo studio degli antichi codici medievali, fornirono delle innovative chiavi di lettura e di comprensione che favorirono un rinato interesse verso l'Antico Canto della Chiesa, adottato ufficialmente da Roma nel 1903 con un decreto di Pio X.
All' interno di questa nuova situazione musicologica, deve essere collocato il lavoro di coloro che alla luce di nuovi strumenti di indagine come la semiologia, la paleografia, e la modalità, tentano un difficile cammino a ritroso nel tempo, formulando tesi fra loro apparentemente diverse, ma complementari per una visione a tutto campo del Canto Gregoriano.